Non sono un fanboy di Apple, molti punti di vista sul modello di businness di Apple non mi trovano d’accordo, ma è certo: Steve Jobs è stato assolutamente un genio.
Non si è fermato davanti a degli epic fail (ricorda qualcuno AppleII LISA?) fino ad arrivare alla assoluta supremazia degli I-cosi. Ho sentito personalmente qualcuno parlare di uno smartphone come di “si insomma… tipo Iphone”. Iphone è il paradigma degli smartphone ormai, Ipad nasce al momento giusto, di tablet se ne parlava da anni, ma solo tu sei riuscito a farne un nuovo oggetto del desiderio.
Quindi, ciao Steve, grazie per tutto ciò che hai fatto, anche per ciò che a me (comune mortale) è sembrato inutile. Hai dimostrato che ciò che conta sono le idee, anche se poi sei stato “costretto” a fare azioni delle quali non avevi assolutamente bisogno, un concetto brillante tirato fuori al momento giusto è infinitamente più importante del fattore di forma di un “coso”.
Chi ti definisce visionario è un povero imbecille, incapace di distinguere tra Teresa d’Avila e Leonardo da Vinci. Veglia su di loro: ne avranno bisogno…
Goodbye Steve
Onore e disciplina.
Ultimamente sono rimasto senza parole.
Eppure ce ne sono state di cose delle quali parlare: catastrofi, naturali e non, rivolte, guerre… la cosa che però mi ha più colpito, ed in maniera non certo inattesa, è stato il comportamento della intera compagine di governo (e si che mi ero ripromesso di non parlare di politica qui). Ormai non si preoccupano più neanche di celare il proprio “particulare” dietro ipotetici interessi di questa o quell’altra categoria. Il B. ha candidamente ammesso che la prescrizione breve gli occorreva per liberarsi del processo Mills. Una persona normale si sarebbe presentato, forte delle proprie ragioni, davanti ai giudici e se questi, come egli sostiene, gli sono ostili, il nostro ordinamento giuridico mette a disposizione, essendocene i presupposti, gli strumenti per far affidare il processo ad un’altra corte. Una persona normale. Chi invece ha in mano (e ben salde) le redini del potere dovrebbe allontanare da se anche i soli sospetti di comportamenti disonesti, impropri, contrari al decoro, quindi dovrebbe ancor più mettere se stesso a disposizione della legge, perché ricordiamo che nel nostro diritto (derivato da quello romano… “dura lex sed lex”) una regola fondamentale è che neanche i legislatori sono al di sopra delle leggi.
Ma a parte ciò, se non fosse già abbastanza, ci sono le difese a spada tratta, non già di chi accompagna il signor B., che intuiamo abbia validi motivi, ma di chi dovrebbe (absit iniuria verbis) sputargli in faccia. Proletari, rimasti senza lavoro o, altrimenti, con un carico fiscale senza precedenti, forse (non c’ero) neanche nel periodo dell’oro alla patria (non mi sono dimenticato la maiuscola, ma la Patria “is a state of mind”). La mancanza di istruzione, di tempo, la voglia di dimenticare per poco la durezza della propria vita li rende facili prede di un’opera di appiattimento delle coscienze, operato a base di somministrazione costante e continua di spettacoli volgari, abbondanti dosi di pettegolezzo, informazione ben lungi dall’essere obiettiva, ma che dico: non occorrerebbe neanche l’obiettività, basterebbe la memoria: il signor B. ci pensa da solo a smentirsi. Chi ricorda i giuramenti sulla testa dei figli, il milione di posti di lavoro, i contratti in diretta?
Non pensiamo, noi che lo ricordiamo (presumo che gli altri abbiano già lasciato la pagina), di essere esenti da colpe. Io stesso a volte ho ritenuto inutile discutere: ma insinuare dubbi, riportare alla memoria e, sopratutto, farlo nel modo più obiettivo possibile (per non ricalcare il modo di agire altrui) è l’unico sistema di aiutare chi ci è vicino a non appiattirsi su determinati modelli. L’omogeneità di pensiero e la semplicità è il più potente strumento di dominio. Una società fatta da individui “complessi”, con valori solidi è difficile da manipolare; il più potente strumento di dominio è l’ignoranza, ed i grandi fratelli con contorno isole di cosiddetti famosi hanno efficacemente svolto il loro compito, deprimendo nei soggetti più vulnerabili le difese anti-cazzate. Oggi B. può raccontare di tutto, nessuno contesterà che ieri aveva detto l’esatto opposto, può anche permettersi di affermare che i posti di lavoro sono aumentati, sono i giovani che non corrono ad occuparli (e tutti contro i bamboccioni).
I versi latini di Giovenale
iam pridem, ex quo suffragia nulli
vendimus, effudit curas; nam qui dabat olim
imperium, fasces, legiones, omnia, nunc se
continet atque duas tantum res anxius optat,
panem et circenses
Ovvero:
Da quando non diamo i nostri voti a nessuno [siamo nel periodo imperiale, Giovenale ed anche noi]
[il popolo] si è spogliato di ogni responsabilità; chi un tempo concedeva
il comando, i fasci, le legioni, ora si frena
e a sole due cose aspira,
pane e spettacoli.
Per ora c’è lo spettacolo, per il pane si vedrà.
Hanno giurato sulla costituzione persone che hanno dubbi a partire dai fondamentali; i leghisti hanno giurato su questo:
Art. 1
L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
B. ha giurato su questo:
Art. 54
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
Torno a tacere.
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=printpage&artid=7188
Festa della Repubblica…
Oggi è un giorno nel quale, oltre alla autocelebrazione dell’apparato statale e politico, dovremmo ricordare quanto è costato costruire il nostro Paese. Non dimentichiamo.
Alle fronde dei salici
(Salvatore Quasimodo, 1947)
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
Per gioco, ma con stile.
Confesso che sono un giocatore, nel senso che a volte uso il computer per giocare. Non giochi d’azzardo, non amo il genere: in effetti dubito anche si possano chiamare giochi. Non amo neanche i giochi troppo realistici, il gioco è fantasia.
Parlando di fantasia, ma anche di talento e di buon gusto, segnalo un sito di (anche) giochi belli, originali e poetici. Astenetevi se vi piace GTA o siete dipendenti da PES 2009. Se invece avete nostalgia dei trenini di legno fateci un giro, vi piacerà.
A pensar male si fa peccato…
Tempo fa, dopo aver ricevuto l’ennesimo messaggio di allarme (fasullo) su un virus devastante ed avendo tempo e voglia di farlo, ho scritto una piccola guida su come riconoscere con ottima approssimazione una di quelle che in gergo viene chiamata hoax, ma che altro non è se non una burla, se va bene, o spesso una truffa.
Per chi ha voglia di leggere la guida è in questo post, per gli altri un consiglio: prima di inoltrare ragionate, spesso tanto basta.
Commenti, commenti…
Lo ammetto, a rischio di essere accusato di tecno-voyeurismo: girando su siti di news e blog passo ore a leggere i commenti ai post, più tempo su questi che sulla notizia.
In tutta sincerità debbo ammetterlo: la quasi totalità nasce, anzi dovrei dire prorompe, dalla impossibilità di tacere la propria assoluta mancanza di cognizione di causa sull’argomento in discussione. In altre parole: fesserie, ma qualche volta, raramente, si riesce a cogliere qualcosa di buono.
Oggi ho avuto qualche momento per scorrere un po’ di siti di informazione e ad un post che è una assoluta non-notizia, l’ennesimo gruppo filo-qualche-schifezza su Facebook, un paio di commenti mi hanno colpito: ci si cavano almeno un paio di perle.
Il primo, questo, riferendosi ad un suo contatto in Facebook al quale chiedeva conto del perché fosse fan di Riina ottiene in risposta che “…aveva seguito il ragazzo che “voleva entrare in finanza” ma che aveva visto il film “il capo dei capi”…”. Voglio sperare che la fanciulla crescendo acquisisca la consapevolezza dei fatti riguardanti Riina che il commentatore le ricorda, anzi mi auguro che acquisisca una coscienza, e basta. E pure il ragazzo.
Il secondo, quest’altro, fa in poche righe un’analisi della società che è fenomenale. Un’istantanea, niente di eccezionale, sicuramente (per me) condivisibile, la perla è nelle ultime due righe: “…Poi ognuno ha il diritto ad essere stupido quanto vuole, la democrazia permette anche questo, essendo uno dei pochi difetti della medesima.” Un capolavoro!



